Timidezza: Dove Vince La Paura Del Giudizio e Del Rifiuto

Sabrina Bush Psicologo

Dietro all'eccessiva timidezza si nasconde una paura mai affrontata ...

La timidezza si manifesata con una generale sensazione di imbarazzo o apprensione che si scatena nel momento in cui ci si deve avvicinare a qualcuno o si viene avvicinati da qualcuno.

Possiamo intenderla come una reazione ad una paura sottostante. Molte volte è un timore ben nascosto sotto la soglia della nostra consapevolezza.

La ricerca, in generale, ne da una spiegazione neurobiologica riconducendola all’attivazione di specifici percorsi neuronali.

La psicologia, quando la timidezza deborda dai canoni accettabili e si trasforma in un vero e proprio ostacolo per la vita di tutti i giorni, la riconduce al rapporto con i genitori e alle esperienze vissute in giovane età.

Il fatto certo è che, se è vero che una certa forma di timidezza può far parte del nostro modo di esprimerci,  è vero anche che se diventa un ostacolo alla nostra espressività allora è giusto lavorarci.

Puoi avere anche l’impressione di essere nato irrimediabilmente timido, ma ti assicuro che in nessun DNA umano c’è il gene che condanna la nostra anima, ciò che siamo nel profondo, al silenzio eterno.

Ho conosciuto tanti timidi che erano come una pregiata bottiglia di spumante a cui bastava togliere il tappo per deliziare chi avevano intorno.

In questo articolo imparerai:

 

  1. Dove origina questa sensazione di paralizzante imbarazzo
  2. Il rapporto dei bamini e degli adolescenti con la timidezza
  3. Le naturali inclinazioni di un timido
  4. Vincere la timidezza si può e come …

 

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Ma Da Dove Origina La Timidezza?

Senza tanti giri di parole, parlando di eccessiva timidezza, possiamo individuare alcuni punti precisi che ne fissano l’origine:

 

  • eccessiva preoccupazione di se stessi
  • bassa autostima
  • paura del giudizio altrui
  • paura del rifiuto altrui

 

Le persone molto timide spesso finiscono per perdersi in confronti, quasi sempre irrealistici, con persone che ai loro occhi risultano più estroverse e dotate di leadership.

Hanno la convinzione che gli altri siano sempre lì, ad esprimere giudizi negativi su di loro.

Così si astengono dalle opportunità sociali che gli capitano e si arrendono ad un fatto che ritengono immutabile: non miglioreranno mai sotto l’aspetto sociale.

Un circolo vizioso fatto di rinunce e sconfitte.

In tanti pensano che “timidi si nasce”, ma se consideriamo che il “problema” deriva da un’eccessiva e mal gestita sensibilità di sé stessi, possiamo sostenere che non si nasce timidi, dato che il “senso di sé” si sviluppa a partire dei 18 mesi.

sabrina bush - Psicologa e Psicoterapeuta

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Bambini e Adolescenti Timidi

Se diamo per assodato che la timidezza dipenda da un misto di elementi biologici ed elementi ambientali che hanno contraddistinto il periodo di crescita, dovremmo concludere che i bambini che nascono con un temperamento più sensibile, saranno più esposti ad avere un approccio più sommesso con il mondo che li circonda.

Ma sappiamo anche che l’adeguato sostegno genitoriale può ridurre al minimo il rischio che l’eventuale timidezza si trasformi in un vero e proprio disturbo di ansia sociale.

Anche la fase dell’adolescenza è da considerarsi un’età “delicata” in fatto di sviluppo di un atteggiamento eccessivamente timido e pauroso.

Le novità esperenziali che un ragazzo deve affrontare sono molte, così come è molto comune, in questo periodo di età, una maggior fragilità emotiva.

La paura di non essere accettati e quindi rifiutati viene vissuta come un vero e proprio dramma.

Il ruolo dei genitori e degli insegnanti può rivelarsi determinante in tante situazioni.

Il loro sostegno è fondamentale per indirizzare i comportamenti e rinforzare le abilità.

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Le Inclinazioni Di Un Timido

Le persone timide spesso coltivano la voglia di avere l’abilità di connettersi con gli altri.

Il non riuscirci provoca in loro frustrazione.

Avvertono che la paura del giudizio e del rifiuto ha più forza del loro desiderio di piena espressione di sé.

Così la loro forza vitale si blocca all’interno e si esprime attraverso una rigida osservazione dei propri comportamenti e una perentoria “accusa” contro i propri difetti o imperfezioni.

Un terreno “mentale” dove diventa dura far crescere delle relazioni soddisfacenti.

Da considerare che le statistiche raccontano un numero elevato di pesone che si definisce “eccessivamente timide” nei paesi di cultura occidentale.

Un clima improtanto sull’eccessiva competizione potrebbe contribuire alla “chiusura” comportamentale.

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Come Superare La Timidezza

Tutte le persone timide hanno la possibilità di affrontare con successo le sfide sociali che troveranno sul loro cammino senza dover tradire la loro “percepita” identità.

Zaino in spalla e disponibilità a percorre il cammino della consapevolezza delle proprie sensazioni è sempre la scelta giusta per chi vive un rapporto distorto con sé stesso.

Sono numerose le strategie che si possono mettere in pratica per aumentare il livello della propria fiducia negli ambienti sociali.

Tecniche che un timido può imparare e applicare senza la percezione di dover scalare una montagna impervia.

Possono, per esempio, pianificare l’eventuale sviluppo di un’interazione cercando di essere pronti e preparati per reagire nel modo adeguato a certe situazioni.

Possono lavorare sul loro “terreno mentale” in modo da trasformalo in un giardino fiorito di autostima e sicurezza di sé.

Prepararsi” ad un situazione sociale significa cercare di spostare l’attenzione da ciò che può andare storto a ciò che può filare liscio come l’olio.

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Le Armi Da Possedere Per Affrontare La Timidezza

Per iniziare ad affrontare in modo efficace la propria timidezza, basta immaginarsi delle situazioni possibili e vedersi, in quel film, come si vorrebbe essere.

Basta riflettere sulle possibili cose in comune che si potrebbe avere con determinate persone a cui ci si vuole avvicinare.

E farlo dotati di due armi:

  1. una sincera curiosità per l’altro
  2. un calmante mentale per la nostra agguerrita autocritica

Ovvio che una storia di timidezza non si cancella con un serata di maggior intraprendenza.

Riconoscerla e ammetterla è sempre il primo passo importante da fare su quel percorso di consapevolezza di cui abbiamo parlato prima.

Sapere di non aver mai posseduto una spiccata facilità di parola, ci può portare ad allenarci in tal senso, in un percorso di miglioramento a piccoli passi ma costanti, che ci porterà a sentirci sempre più a nostro agio in situazioni da sempre ritenute “scomode”.

I genitori, in questo senso, devono sempre stare attenti a non spingere, anche se a fin di bene, il proprio figlio su terreni che non gli appartengono.

Apparire ciò che non si è, non porta mai lontano.

Un genitore deve sostenere le passioni che esprime il proprio figlio, perché attorno ad esse possono formarsi amicizie “naturali” e appaganti.

Un genitore deve insegnare, con il proprio esempio le abilità sociali “minime” che ci permettono di godere della compagnia degli altri:

 

  • chiarezza nel parlare
  • capacità di donare un sorriso
  • abilità e curiosità nell’interessarsi degli altri ..

 

La cosa da stabilire senza “se” e senza “ma”, infine, è che la timidezza non è una condanna all’ergastolo senza possibilità di appello.

Tutti possono imparare ad esprimersi in modo appagante senza dover vestire i panni di superman o di wonder woman

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Dott.ssa Sabrina Bush

Dott.ssa Sabrina Bush

Educatrice, Psicologa e Psicoterapeuta con esperienza decennale.

Nata negli Stati Uniti e cresciuta in Italia, ha da sempre coltivato un'autentica passione per le materie psicologiche e per tutte le strategie e le tecniche che si pongono il fine di aiutare le persone a trovare l'assetto mentale più adatto alle proprie caratteristiche personali e più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi.

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