I Lutti Che Potresti Dover Affrontare Nella Vita

Sabrina Bush Psicologo

Tutti, chi più, chi meno, chi prima e chi poi, dobbiamo affrontare una reazione emotiva complicata da gestire: il lutto.

Si tratta della scomparsa o dell’abbandono di una persona amata. Ma si tratta anche, in generale, di quel dolore che arriva e che spazza via tutte le certezze che ci siamo costruiti in anni di esistenza.

Guardarlo in faccia significa immergersi in un lavoro psichico che ci obbliga ad attraversare delle tappe precise per superarlo.

Si può perdere un caro, un compagno, un lavoro, una casa o persino un animale …

Ovvio che pur trattandosi di un processo dai risvolti comuni, c’è una sofferenza diversa tra il perdere il compagno di una vita o il lavoro che ti gratificava.

Imparare a piangere e soffrire per ritrovare una nuova impostazione di vita richiede due cose: pazienza e coraggio.

E quindi … come ci si riprende da un lutto?

Come si potrebbe proseguire il proprio cammino, per esempio, dopo la morte di un bambino?

Perché ci sono persone che proprio non ce la fanno a staccarsi dal dolore?

Come si può tornare a vivere dopo la fine di una relazione sentimentale che tanto ci aveva coinvolto?

La questione è delicata ma non per questo impossibile da trattare

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Cos’è Un Lutto?

Il lutto è un processo psicologico che si innesca in seguito alla perdita di un “qualcosa” di amato che va a scatenare uno tsunami emotivo.

Quel “qualcosa” può essere un genitore che muore, un partner che ci abbandona, un licenziamento, una disavventura finanziaria ecc.

Ma è l’etimologia della parola a renderci le cose più chiare …

Il termine “lutto” deriva dal latino “dolere”. Ma si allarga ad altre accezioni come “espropriazione”, “rimostranza”. Tutti riferimeti che ci danno il “peso” di una sofferenza che avrà implicazioni sia sul nostro fisico che sulla nostra mente.

Ed è proprio la dimensione “somatica” e a dimensione “psichica” ad essere interessate nella risposta che mettiamo in campo di fronte ad un lutto.

Cosa Intendo Dire Con “Dimensione Somatica” e “Dimensione Psichica”?

Con il primo termine mi riferisco a:

 

  • Disturbi del sonno
  • Astenia
  • Dolori fisici
  • Difficoltà mnemoniche
  • Difficoltà di attenzione
  • Problemi di concentrazione
  • Disturbi della sfera alimentare

 

Con il secondo termine mi riferisco a:

 

  • Senso di astrazione
  • Sofferenza per la percipita assenza dell’oggetto perduto

Di fronte ad un dolore talmente immenso che ci porta a credere che non esista una via di uscita per liberarsene, ci aspettano delle fasi che possono permetterci di elaborarlo e trasformarlo.

Sto parlando delle 5 fasi del lutto che trovi qui

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Quali Tipologie Di Lutto Esistono?

Potremo dover avere a che fare con diverse forme di lutto.

La “normalità” di un lutto, chiamiamola così, si verifica nel momento in cui riusciamo a rinunciare ad un futuro insieme all’ “oggetto” perduto, senza dimenticarlo.

Il processo di elaborazione, in questo caso, sarà comunque “gibboso” e complesso ma alla fine terminerà con una “sana” integrazione di quello che è successo, e si troveranno forza ed energia per andare avanti.

Ma se chi subisce l’evento luttuoso supera la soglia del dolore “patologico”, i blocchi che si presenteranno lungo il tragitto daranno l’impessione di essere insormontabili e sarà necessario farsi aiutare.

E’ la situazione in cui non si riesce ad accettare l’accaduto e si riscontrano tanti problemi nel superare la perdita subita. La relazione vissuta verrà interiorizzata e “conservata a forza” perché la paura di lasciarla andare è troppo invadente.

Si finisce immersi nell’acqua stagnante del senso di colpa. Una “melma emotiva” che ci lascerà addosso un odore nauseabondo di cui non si riesce a liberarsi.

Quali Sono I Lutti Patologici

  1. Il Lutto Differito: è quello in cui la fase di rifiuto della perdita si prolungherà all’infinito
  2. Il Lutto Inibito: è quello in cui si cade in uno stato di “inespressione emotiva”. Si cammina come degli zombie per le strade della vita.
  3. Il Lutto Cronico: è quello in cui si rimane “congelati” nel dolore più profondo. Ci sembra impossibile poterlo integrare all’interno di una realtà

Quanto dovrebbe durare la fase di elaborazione di un lutto?

Dare una stima precisa su un processo emotivo talmente soggettivo è un’impresa impervia. Ma generalizzando si potrebbe affermare che un anno sia un tempo sufficiente per compiere il percorso di integrazione del dolore subito.

Ovvio che c’è chi ci mette di meno e chi ci mette di più, senza per questo rientrare nella categoria dei “lutti patologici”.

Durate ed intensità dello tsunami emotivo subito con la perdita dell “oggetto” amato, dipendono molto anche dall’ambiente culturale in cui si è cresciuti.

Ma se passati due o tre anni, uno si ritrova ancora impatananto in una sofferenza che non riesce a gestire, è necessario considerare che la cosa è diventata un problema da risolvere attraverso un supporto professionale.

Quando parlo di lutto patologico, mi riferisco a quella situazione in cui nell’affrontare le normali fasi del lutto, emerge un vera e propria malattia psichica che ci scompensa sia a livello fisico che mentale.

Ma entriamo nello specifico …

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Il Lutto Differito

Di cosa si tratta?

Si verifica nella situazione in cui, la persona che ha subito la perdita, a livello intellettuale, è pienamente cosciente di quello che è accaduto, ma si blocca nella prima fase: quella della negazione.

Permane in uno stato di forte shock, dove domina l’incredulità e si stenterà a progredire nel processo di elaborazione del fatto.

In sé, è una forma di volontaria dissociazione dalle proprie emozioni. Un tentativo di auto-protezione da un dolore, che viene percepito come troppo forte per essere affrontato a viso aperto.

Come Si Affronta Questo Tipo Di Lutto?

Si parte dall’accettazione di un fatto: puoi bloccare le tue emozioni fin che vuoi, ma prima o poi troveranno la via per emergere a livello cosciente.

Un “riaffioramento” che spesso avviene improvviso e inaspettato.

E’ in quel momento che sarà meglio avere a fianco un supporto terapeutico che riesca a guidarci fuori da quella tempesta emotiva che abbiamo sempre cercato di rifuggire.

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Il Lutto Anticipato

Qui si parla di quella situazione in cui si sperimenta il lutto della perdita dell “oggetto” amato prima ancora che se ne sia effettivamente andato.

E’ anche chiamato come “lutto bianco

Pensa alla diagnosi di un cancro “aggressivo” per un tuo familiare. Potresti entrare in una fase di lutto anticipato perché ti proietti già verso il probabile finale.

E’ una tipologia di lutto diffusa, per esempio, tra le badandi di persone affette da tumore o morbo di Alzheimer.

Ma anche chi sa che fra un anno sarà in pensione potrebbe sperimentare questo tipo di lutto.

Ma Che Effetti Provoca?

Diciamo che le fasi di elaborazione non sono differenti dagli altri tipi di lutto.

In un certo senso molti dei risvolti che si innescano sono positivi: avendo previsto e già “vissuto” il finale atteso, l’arrivo effettivo di questa conclusione, provocherà quasi una sensazione di liberazione.

Il lutto anticipato permette anche un distacco lento e progressivo da chi si ama. Si ha a disposizione il tempo necessario per integrarlo nel proprio vissuto.

Si ha l’occasione inoltre, di “godersi” il rapporto con l’amato in modo più consapevole e profondo.

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Il Lutto Inibito

In questa tipologia di dolore, le manifestazioni luttuose “normali” non sono presenti. O almeno non si notano e si vedono.

Sembra tutto nascosto sotto una coperta di auto-imposta repressione.

Chi lo sperimenta accetta il fatto reale che è accaduto ma ne sopprime le emozioni. I possibili sentimenti correlati vengono “spenti” sul nascere.

Ovvio che quella “spinta emotiva” a cui abbiamo messo un tappo, prima o poi esploderà come una bottiglia di spumante dopo essere stata agitata.

Magari in situazioni inopportune e in modo incomprensibili.

Uno scoppio, che di solito avviene in una situazione che “richiama” l’ oggetto amato che abbiamo perduto.

E’ in quel momento, allora, che si dovrà iniziare il percorso da cui si è sempre fuggiti: quello dell’elaborazione del lutto.

Come Si Aiuta Una Persona Che Inibisce Il Lutto Subito?

Innanzitutto non bisogna affrettare le cose. Chi si è bloccato nella fase della negazione lo fa per una necessità: proteggersi.

E’ come sentisse di non essere pronto e di non avere a disposizione le forze necessarie per affrontare una “cosa” che percepisce più grande di lui.

Io lo inviterei solo a farsi supportare per un solo fatto: non potrà negare la realtà delle cose all’infinito, e prima ne diventa consapevole e meglio è.

Nel momento in cui lo si vede pronto, è necessario invitarlo a “verbalizzare” e magari mettere per iscritto ciò che ha provato e sta provando a livello emotivo.

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Il Lutto Istrionico

Stiamo parlando di un lutto patologico.

E’ il caso in cui una persona, alla fine, non integrerà e non realizzerà pienamente la perdita subita.

Per esempio, nel decesso di una persona cara, chi accusa questa modalità di lutto tenderà ad adottare gli stessi atteggiamenti, gli stessi comportamenti della persona scomparsa.

In altre parole chi sperimenta questo dolore, non è più la stessa persona di prima. E’ la totale incapacità di accettare quello che è successo, perché toccare con mano il vuoto dell’abbandono è una sofferenza “mortale”.

Il senso di colpa verrà proiettato sullo scomparso che si cercherà di far rivivere dentro di sé.

Chi accusa un lutto istrionico potrebbe rivelarsi una persona già in precedenza affetta da una fragilità psicologica evidente.

Una debolezza che verrà evidenziata in modo esponenziale dall’evento luttuoso.

I segnali a cui prestare attenzione se si vuole circoscrivere questa patologia sono:

  • Un senso di colpa vissuto in modo sempre più pervasivo
  • L’insorgere di uno stato depressivo
  • Una forma di identificazione delirante con la figura del defunto

Come Evitare Di Cadere In Questo Tipo Di Lutto

La strada della salvezza qui è una sola: farsi accompagnare nel percorso di consapevolezza delle proprie fragilità psicologiche.

Un percorso che può rivelarsi estremamente doloroso ma necessario per non trasfomare altri possibili dispiacere esistenziali in vere e proprie tragedie personali.

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Il Lutto Perinatale

Con i termini “lutto perinatale” mi riferisco alla morte del bambino in tre situazioni:

 

  1. Quando ancora è all’interno dell’utero
  2. Quando nasce ma è già morto
  3. Appena dopo la nascita

 

In termini statitisci si parla di lutto perinatale quando la morte avviene tra la 22sima settimana di gravidanza e la prima settimana dopo il parto.

Ma nelle realtà, le situazioni che si possono incontrare sono davvero tante e diverse. Infatti nel lutto perinatale vengono spesso compresi gl aborti spontanei tardivi dopo 14 settimane di gravidanza, l’interruzione volontaria della gravidanza per una malattia sopravvenuta e la morte prematura.

Talvolta vine collegato anche alle situazioni di sterilità conclamata.

Il lutto perinatale tocca una sofferenza incomprensibile per l’essere umano: assistere alla morte del proprio nascituro.

Un paradosso dolorosissimo: si incontra la morte mentre ci si aspetta una vita.

Ma Come Si Può Aiutare Un Genitore Che Perde Un Figlio?

La strada è gibbosa ma segnata: si tratta di portarlo a comprendere che investire tutte le sue energie mentali nel tentativo di mantenerne vivido il ricordo servirà solo a farsi continuamente del male.

La ricerca di “sentirlo” ancora vivo diventa spesso una necessità per un genitore che sente come impossibile accetarne la realtà della perdita.

E’ difficile spostare lo sguardo da un “oggetto” che ti rapiva quasi tutta l’attenzione.

Ma necessario arrivare alla consapevolezza che c’era vita in loro prima dell’arrivo di quel bimbo e, in qualche modo e da qualche parte, c’è ancora vita nel mondo nonostante la “partenza” di questo bimbo.

Come Approcciare Una Nuova Gravidanza Dopo Un Lutto Perinatale

Lo scopo dell’elaborazione di un lutto non punta al cancellarlo dalla nostra memoria e dalla nostra coscienza. Questo non è possibile e, a maggior ragione, non è neppure concepibile in un lutto perinatale.

Ecco allora che bisogna essere preparati al fatto che una nuova gravidanza, dopo l’esperienza di un lutto perinatale, potrebbe essere il “diapason” che dona il là al risveglio di quell’immensa sofferenza che abbiamo sperimentato.

Il Lutto Amoroso

Il lutto d’amore è il dolore che dobbiamo elaborare a seguito della rottura della relazione con una persona amata.

Quando un amore si esaurisce, si sperimenta una sofferenza angosciosa. E’ un dolore che quasi tutti noi abbiamo provato o probabilmente proveremo nel corso della nostra vita.

Anche quando la relazione ha un vissuto burroscoso e poco costruttivo, la sua fine può essere vissuta come una tragedia personale. Quando un rapporto è diventato abituale, dona sicurezza e stabilità anche quando ha risvolti nocivi per la nostra crescita.

Diventare consapevoli della fine di una relazione sentimentale che ci ha coinvolti a fondo e sulla quale abbiamo investito tanto, può rivelarsi davvero un percorso complesso.

Una relazione può aver segnato la nostra identità e la sua rottura, quindi, presuppone una ridiscussione del “come mi vedo” non facile da accettare nelle fasi iniziali.

Anche in questo tipo di lutto, per superarlo, serve la disponibilità, la pazienza e il coraggio per attraversare delle fasi di elaborazione con cui accettare, integrare e trasformare il dolore percepito.

Ma Come Si Può Arrivare All’Accettazione Della Fine Di Una Relazione Amorosa?

Per accettare l’abbandono della persona amata devi diventare consapevole che i bisogni dell’altro lo hanno portato altrove. Se sei stato, all’interno della relazione, quello che sei nella tua natura profonda, non hai colpe da rimproverarti o prezzi da pagare.

Semplicemente l’evoluzione di entrambi vi ha portato su direzioni diverse.

Ecco perché devi concentrarti su quelle che sono le tue necessità del momento e iniziare a trovare altre modalità per soddisfarle.

Come Ci Si Può Riprendere Dopo La Fine Di Una Relazione Tossica?

Sembra paradossale, ma spesso, la fine di una relazione che ci ha fatto del male, può rivelarsi ancora più difficile da accettare.

In questo tipo di rapporto la nostra identità viene ripetutamente ferita, e la sua fine ci fa ancora più paura perché veniamo abbandonati in una fase della nostra vita dove siamo troppo fragili per sopportare la solitudine.

Ecco che per superare questo sgomento devi fare un atto rivoluzionario rispetto a quanto hai vissuto fino a quel momento: rivendicare te stesso, i tuoi desideri, i tuoi sogni e i tuoi punti di forza.

Si tratta di tornare a riconoscersi quando si è davanti ad uno specchio.

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Il Lutto Per La Perdita Di Un Animale A Cui Si Era Affezionati

Non è necessario arrivare a dire che la compagnia di un cane o un gatto possono essere accostati a quella di un essere umano, per considerare “speciale” l’investimento emotivo che spesso si sperimenta nei confronti di un animale.

Nutrirlo e accudirlo e riceverne in cambio assoluta devozione ci riporta a uno dei nostri bisogni ancestrali: quello di sentirsi utili per qualcuno

La sicurezza dello scambio emotivo che si può creare con un cane o un gatto può ripagare quell’innato bisogno di affetto che tutti coltiviamo nella nostra interiorità.

Non a caso gli animali sono i protagonisti al centro della cosidetta “terapia delle coccole”. Si sa che le vibrazioni emanate dagli animali “di casa” ci fanno stare bene. Possiedono un effetto estremamente calmante e riappacificante.

Ecco perché il dolore dietro ad un lutto di un animale che ha condiviso con noi un tratto importante della nostra esistenza, non può essere declassato, dal punto di vista emotivo, come spesso si tende a fare.

Come Si Affronta Questo Tipo Di Lutto?

Innanzitutto è necessario difendere il senso della nostra utilità, che potremmo dimostrare in altre forme e verso altri soggetti.

La perdita di un animale a cui si era affezionati è, spesso, un duro colpo per la nostra autostima. Ecco perché è necessario lavorare su di essa per rimpiguarne i “rifornimenti”.

Non ci sarebbe niente di strano, inoltre, se sentissimo il bisogno di essere supportati da uno psicoterapeuta.

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Come Capire Se Un Lutto E’ Stato Elaborato Nel Modo Giust0?

Si può arrivare a pensare all’ “oggetto” perduto senza provare più dolore?

Diciamo che non c’è bisogno di dimenticare l’altro per convivere in modo efficace con la sua perdita.

E’ proprio questa “convivenza felice” il punto di arrivo dell’elaborazione di un lutto.

Esistono Lutti Più Semplici Da Superare?

Non credo, o meglio, non credo sia una domanda da porre in questo modo.

La differenza, alla fine, sta sempre nella quantità e intensità di investimento psichico che è stata fatta nei confronti dell’oggetto amato.

Per esempio, potrebbe accadere che la perdita di una casa, frutto del lavoro di una vita, venga vissuto con un dolore molto più lacerante dell’abbandono del partner dopo un rapporto di qualche anno.

E saranno sempre le risorse psichiche che ci siamo costruito negli anni a permetterci di percorre più velocemente le fasi di elaborazione di un lutto.

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Come Si Può Aiutare Una Persona Che Non Riesce A Superare Un Lutto?

Per superare un lutto è necessario aprirsi al sostegno altrui e investire il proprio tempo e le proprie energie in altre attività.

E’ importante che la persona che soffre riceva l’ascolto attivo, sicurezza emotiva e conforto da parte di chi gli sta vicino.

Bisogna aiutarlo a verbalizzare quello che vive attraverso domande come queste:

- cosa hai perso?

- chi hai perso?

- cosa è successo?

- come stai in questo momento?

Se vuoi aiutare una persona che ha subito un lutto devi fornigli ascolto e vicinanza in modo regolare e costante, giorno dopo giorno, mese dopo mese.

Lo scopo è ridurre progressivamente la carica delle emozioni che sta sperimentando e nel “liberarlo” dal dover “piangere la perdita” all’infinito.

L’importante è non spingerla a progredire secondo quello che pensiamo siano i tempi adatti. Ogni individuo ha i propri per reagire a quello che gli accade.

L’importante, in questo momento di profonda tristezza, è di non farla sentire sola e nel sostenere l’idea che l’amore che ha da offrire al mondo può prendere altre direzioni.

Cosa Non Dire Ad Una Persona Che Soffre Per Un Lutto?

La cosa che devi evitare come la peste con una persona immersa nel dolore del lutto è convincerlo con le classiche frasi fatte che pretendono di affermare verità assolute ma che, in quel momento, suoneranno vuote e prive di forza.

Parlo di locuzioni come …

 

Ciò che non ti uccide, ti rafforza

Non vorrebbe vederti così, devi per forza andare avanti

Tutto passa, non ti preoccupare

Era giunta la sua ora

E’ il destino, nulla accade per caso

Stai sicuro che ora si trova in un posto migliore

 

La cosa da fare, come detto, è mostrare empatia e vicinanza con frasi tipo …

 

mi dispiace veramente tanto, sappi che ti sono vicino

 

Conta solo la presenza concreta e la disponibilità all’ascolto

Qual è Il Percorso Psicoterapeutico Più Efficace Per Affrontare Un Lutto?

Credo che per rispondere adeguatamente a questa domanda, tutto dipenda dall’intensità dolorosa con cui si è vissuto il lutto.

L’ EMDR, per esempio, si è rivelata molto efficace nell’alleviare la carica emotiva associata a traumi e lutti.

Ma si potrebbe parlare dei benefici dell’ipnosi, della terapia cognitivo comportamentale e dell’analisi transazionale.

La verità è che non esiste un trattamento “vincente” a priori. Tutto resta collegato con la “natura” della persona che deve affrontare un lutto.

A fare la differenza sono le sue aspettative, le sue necessità e le sue inclinazioni.

A volte si rivela necessario anche un supporto farmacologico, almeno in una prima fase di cura.

Il consiglio rimane sempre quello: più che la tecnica utilizzata è proprio un supporto psicoterapeutico a poter fare la differenza nell’elaborazione di un lutto.

Che Rischio Si Corre Nel Non Elaborare Un Lutto?

Il rischio è palese: la mancata elaborazione di un dolore può portare ad uno scompenso psichico che si traduce in una vera e propria patologia psicologica.

Il pericolo è “distaccarsi” dalla realtà e vivere l’assenza dell’oggetto amato come un delirio persecutorio.

Chi non riesce a “vivere senza” è come se sperimentasse una morte anticipata ogni giorno che si alza al mattino.

Le ripercussioni di una mancata elaborazione di un lutto, si riverberanno su tutti gli aspetti della propria vita: stato emotivo, relazioni, lavoro, livello di autostima e salute fisica.

E’ la qualità della vita a essere presa di mira e si tenderà a “costruirsi” delle dipendenze emotive pericolose, come unica via per “stare in piedi”.

Si tenderà ad isolarsi, cioè a fare l’ultima cosa di cui ha bisogno chi soffre un lutto subito.

Quindi stai vivendo il dolore di un lutto?

Dopo tutto quello che ti ho detto posso solo lasciarti con alcuni consigli:

 

  • Prenditi del tempo
  • Vivi le tue emozioni senza rinnegarle
  • Addotta un approccio compassionevole con te stesso
  • Cerca di trasformare in “parole” quello che senti
  • Crea nuove relazioni per il solo fatto di sentirti utile a qualcuno
  • Circondati di persone che ti fanno stare bene
  • Inizia un percorso psicoterapeutico
  • Accetta e accogli gli alti e i bassi del tuo umore
  • Concediti il diritto di ricordare quello che è successo
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Conclusioni

Un lutto, qualsiasi sia la sua natura, rimane un dolore estremamente soggettivo e individuale: ognuno lo vive, lo soffre e lo piange a modo suo.

La difficoltà diffusa di saper vivere le emozioni intense, ci porta spesso a rimuoverle, a rinnegarle o a congelarle, dando spazio alla comparsa di possibili disturbi psichici

Ricorda che volare pagine dopo aver subito un lutto, non significa “dimenticare”, ma imparare a vivere “l’assenza”.

Sì … è così … possiamo vivere bene “CON” ma anche “SENZA

 

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Dott.ssa Sabrina Bush

Dott.ssa Sabrina Bush

Educatrice, Psicologa e Psicoterapeuta con esperienza decennale.

Nata negli Stati Uniti e cresciuta in Italia, ha da sempre coltivato un'autentica passione per le materie psicologiche e per tutte le strategie e le tecniche che si pongono il fine di aiutare le persone a trovare l'assetto mentale più adatto alle proprie caratteristiche personali e più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi.

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